3.2. L’esperienza di Udine: un corso di aggiornamento sull’impiego della mostra GEI per la didattica

L’esplicita richiesta di altre occasioni di approfondimento della conoscenza dei materiali nella prospettiva di un loro utilizzo nella attività didattica quotidiana, avanzata dagli insegnanti sia a Pordenone che in altre occasioni, ha portato l’Unità di ricerca a realizzare, in collaborazione con l’IRRSAE del Friuli Venezia Giulia, un vero e proprio corso di aggiornamento sull’impiego della mostra GEI per la didattica. Esso costituisce uno dei primissimi esempi di Corso di Aggiornamento istituito con Decreto Rettorale ai sensi della legge n. 341/90. E’ stato attivato nel marzo del 1995, si è svolto nell’arco degli otto mesi successivi ed è stato frequentato da 63 insegnanti di scuola media e di scuola secondaria superiore.
Il corso è stato strutturato in quattro parti.
La prima parte comprende due incontri con gli insegnanti di presentazione della mostra e dei materiali di corredo, di discussione del ruolo nell’apprendimento dell’attività esplorativa stimolata da quegli strumenti che sono oggetti familiari, con i quali gli utenti sono invitati ad interagire in modo creativo, in funzione della costruzione di ipotesi e del loro controllo.
La seconda parte è stata il momento di sperimentazione in contesto. La visita dei corsisti con le proprie classi alla mostra è stata infatti prevista come uno dei momenti del corso. Lo si è attuato in occasione dell’esposizione al pubblico della GEI per la V Settimana della Cultura Scientifica di Udine dell’aprile 1995. Per gli insegnanti del corso questo era un momento di monitoraggio di una esperienza. Le attività durante la visita potevano essere, su richiesta degli insegnanti, condotte autonomamente, assistite o del tutto guidate dai ricercatori.
La terza parte è stata dedicata all’approfondimento su come le nuove tecnologie possano favorire i processi di apprendimento, attraverso una familiarizzazione con essi anche in termini operativi.
La quarta parte, distribuita in otto incontri per altrettante sezioni della mostra, è consistita nella discussione dettagliata degli esperimenti e nell’analisi degli aspetti legati al loro impiego con gli studenti. Sono state esaminati lavori di ricerca didattica sulla conoscenza comune e gli schemi interpretativi alternativi, su percorsi curricolari che, partendo dalle conoscenze pregresse, permettano, attraverso processi di controllo, la costruzione di concetti coerenti in un contesto culturale scientifico corretto, e progetti di interventi specifici nelle classi.
A conclusione del corso è stato svolto un lavoro di gruppo degli insegnanti che hanno progettato e discusso alcuni materiali didattici. I prodotti sono segmenti di percorso in cui, a partire dalla conoscenza comune e attraverso gli strumenti della mostra, si creano condizioni favorevoli alla personale costruzione della conoscenza scientifica.
Uno degli elementi che hanno caratterizzato il corso è stata l’inaspettata ricaduta immediata nella prassi didattica, condotta peraltro in modo estemporaneo, non organizzato e non valutabile. Molti corsisti hanno infatti riprodotto in classe attività elaborate e discusse nei vari incontri e prodotto altri materiali, dimostrando un forte coinvolgimento nel lavoro svolto. Tale coinvolgimento ha portato anche alla richiesta di costituire un gruppo permenente di lavoro per l’approfondimento e lo sviluppo di modalità di impiego della mostra GEI nella scuola.