2 Basi teoriche del lavoro

Finalità generale di ogni attività di orientamento formativo è quella di porre le premesse per la competenza professionale sostenendo lo studente nelle scelta del curricolo scolastico-professionale che attua al meglio le potenzialità della sua persona.
L’azione di orientamento deve offrire allo studente occasioni di confronto con la realtà delle sue prospettive di prosecuzione degli studi o di inserimento nel mondo del lavoro, creando situazioni di coinvolgimento diretto in cui sia possibile la scoperta autonoma di aspetti di sé che altrimenti difficilmente emergerebbero o che potrebbero non essere interpretati nella giusta prospettiva. Tale azione risulta poi maggiormente efficace se attuata attraverso occasioni di crescita delle conoscenze e dei livelli di autonomia (sia in relazione agli strumenti che sul piano emotivo-affettivo), di miglioramento della capacità di autopercezione e di autovalutazione, di sviluppo delle capacità valutative e decisionali [4]. Nell’ottica di un orientamento formativo quale intervento di carattere educativo mirato all’acquisizione della consapevolezza di sé e della realtà, la scuola occupa senz’altro una posizione centrale e privilegiata.
Alla luce delle considerazioni di cui sopra, si è profilato un possibile importante ruolo del Problem Solving come modalità di intervento di orientamento [5]. In generale, con il termine Problem Solving ci si riferisce ad un’ampia categoria di strategie didattiche fondate sull’uso dei problemi. La proposta di problemi aperti, per i quali le strategie di soluzione non sono note a priori ma sono invece da progettare e selezionare tra un certo numero di possibilità, favorisce infatti lo sviluppo di abilità decisionali creando condizioni di apprendimento che richiedono un coinvolgimento diretto e l’elaborazione di un piano operativo. Un’attività di Problem Solving sperimentale si sviluppa attraverso varie fasi che implicano processi mentali di varia natura tra cui, in particolare, la generazione di idee, il riconoscimento di regole già applicate in situazioni analoghe, il richiamo di problemi già risolti e il trasferimento delle relative soluzioni con adattamento alla nuova situazione.
Le potenzialità del Problem Solving per un’orientamento di tipo formativo risultano particolarmente significative nel caso dell’orientamento a professioni scientifiche essendo richieste abilità operative e cognitive soprattutto di tipo creativo, progettuale e critico [6]. Il Problem Solving si presta inoltre ad una dimensione di lavoro di gruppo, in cui il confronto tra pari, la necessità di una cominicazione efficace, l’assunzione di ruolo diversi, la condivisione di esperienze, gli scambi continui di idee e contributi diversi per il raggiungimento dell’obiettivo comune favoriscono uno sviluppo dei livelli di autonomia. Costituisce infine di per sé un’opportunità di crescita cognitiva, portando all’acquisizione di nuove tecniche e di nuovi concetti, aprendo la strada alla comprensione della portata di leggi e principi generali attraverso il collegamento con le esperienze precedenti, assumendo il ruolo di utile mezzo di collegamento tra teoria e realtà. Il problema diventa non solo strumento formativo in ambito didattico ma anche strumento di orientamento.