CBL usato come oscilloscopio: risonanza RLC

Studiamo il comportamento di un circuito RLC quando esso è alimentato in regime sinusoidale da un generatore a frequenza variabile.

Lo studio sperimentale dei circuiti risonanti nel laboratorio tradizionale richiede un uso non banale dell’oscilloscopio e solo impiegando un costoso oscilloscopio digitale, dotato di memoria, si può affrontarne uno studio quantitativo esauriente.
Invece se si utilizza CBL o analoga interfaccia per uso didattico, collegata a PC o a calcolatrice grafica, la sperimentazione diventa assai più agevole e consente anche un’analisi successiva sui segnali raccolti.

Questo studio diventa relativamente semplice se si usa un generatore di segnali, dotato di una uscita analogica Vf proporzionale alla frequenza, ed un rettificatore-integratore per rivelare l’ampiezza della oscillazione in funzione della frequenza.

Una completa descrizione dell' esperienza è contenuta nel documento:
 CBL usato come oscilloscopio: risonanza RLC

in cui sono trattati i seguenti aspetti:

  • Circuito alimentato in regime sinusoidale.
  • Modello per interpretare i dati sperimentali
  • Confronto qualitativo
  • Misura contemporanea di due curve di risonanza
  • Il fattore di merito della risonanza
  • Una misura più “comoda” usando PC e LabPro

 

Apparato sperimentale


Circuito per misure della curva di risonanza

In parallelo all’elemento (resistore, condensatore o induttore) di cui vogliamo analizzare l’andamento, poniamo un raddrizzatore-integratore a semionda costruito con un diodo Shottky e un condensatore.

All’uscita del raddrizzatore-integratore otteniamo una tensione continua Va pari all’ampiezza della tensione oscillante ai capi dell’elemento in parallelo.

La CBL connessa alla TI 89 misura Va e Vf al variare della frequenza del segnale che viene controllata manualmente agendo su un potenziometro del generatore.

La tensione Vf, proporzionale alla frequenza del segnale sinusoidale, è letta dal primo canale e l’ampiezza Va del segnale ai capi dell’elemento studiato è letta dal secondo canale.

Per poter misurare la curva di risonanza ai capi di R, di L e di C è necessario fare tre diverse acquisizioni posizionando, di volta in volta, il componente analizzato con un terminale a massa; questo se usiamo i sensori di tensione Vernier standard che leggono solo tensioni riferite alla massa comune.

Usiamo una resistenza R = 1 KW, una capacità C = 94 nF e un’induttanza L = 0.314 H (questi valori sono stati scelti per ottenere un segnale più facilmente rivelabile ai capi di R e per mettere in evidenza l’effetto del coefficiente di smorzamento).